Le parole hanno
una data di scadenza.
Osservo oggetti, parole, campagne e comportamenti
che vediamo ogni giorno.
Per capire cosa stanno dicendo davvero.
Perché riconosciamo una BIC senza leggere il nome
Una penna da pochi centesimi, un codice visivo sedimentato per decenni e una domanda: cosa rende davvero riconoscibile un brand?
ANIMA(LI): cosa lasciamo fuori quando diciamo “animali”
Una parentesi interrompe una parola automatica e rende visibile il confine che conteneva già.
Perché lo chiamiamo hummus di melanzane se si chiama baba ganoush?
La familiarità ci aiuta a capire in fretta. Ma cosa perdiamo quando una categoria conosciuta diventa più forte del nome?
Nike Dream Crazier: quando un brand cambia il significato di una parola
Da giudizio a precedente a possibilità: come Nike ha trasformato “crazy” in materiale creativo e posizionamento.
LEGO non vende mattoncini. Costruisce possibilità.
Un sistema compatibile dal 1958 e una lezione: un brand può cambiare continuamente se sa cosa non deve cambiare.
Guardare una seconda volta.
È spesso lì che comincia una direzione.
Un archivio di pensiero, non un blog riempitivo. L’Osservatorio raccoglie analisi che partono da qualcosa di quotidiano e provano a leggerlo fino in fondo.